Si può vivere tra gli infelici?

Sono circondata da infelici.

Cosa intendo con il termine “infelici”?

Intendo tutti quegli individui che Carl Gustav Jung denominava «nevrotici» e con i quali mi è sempre più penoso entrare in contatto.

Buongiorno, buonasera, oggi piove, quand’è la raccolta della plastica? grazie, prego…

È tutto.

Ed è frustrante.

Jung definisce «nevrotici» coloro i quali sono «in disaccordo con sé stessi», persone dall’«orizzonte spirituale troppo angusto», che si sono accontentate di «risposte inadeguate o sbagliate ai problemi della vita». Matrimonio, posizione, denaro, reputazione, successo, ma una volta raggiunti gli obiettivi, paf! precipitano nell’infelicità, nella malattia.

E allora si lamentano. E criticano. E pontificano. E hanno sempre, senz’altro, ragione.


La sciura Maria mi dice che hanno fatto bene a sgomberare il Leoncavallo, che non pagavano l’affitto ed erano tutti drogati. Lei se lo ricorda quando abitava in via Padova, a Milano, negli anni Settanta, il disastro che c’era da quelle parti lì. Naturalmente la sciura Maria, interrogata, dichiara che al Leoncavallo non ci ha mai messo piede e mai ce l’avrebbe voluto mettere. Naturalmente quando gli parli dell’omicidio di Fausto e Iaio ricorda in modo vago. Naturalmente di “mamma eroina”, ossia della ‘ndranghetista Maria Serraino che negli anni in cui nasceva il Leoncavallo (1975) gestiva tutte le piazze di spaccio della capitale lombarda, non ha mai sentito parlare.

Le mamme del Leoncavallo? E chi sono?

E …

E…

E…

… Ma insomma, non pagavano l’affitto!

Sciura Maria, ma lei sa come sono andate veramente le cose nel corso degli anni? La mediazione del Comune, l’intervento del Prefetto, gli accordi con le Forze dell’Ordine…

No, la sciura Maria non lo sa. E la chiude qua, perché «a me non m’interessa».


Gita fuori porta. Gruppo eterogeneo con preponderanza over 60. Tra una visita a un palazzo e una chiesa, arriva l’immancabile momento ludico della sosta ristorante. Chiacchiere su chiacchiere e figuriamoci se può mancare la politica. A un certo punto il signor Alfredo, occhio furbetto, sorriso ironico sotto i baffi – baffetti reali – ammicca: «Epperò quanti soldi gli ha dovuto dare il Travaglio al Berlusconi per le cazzate che aveva scritto?»

Fermo restando che di solito la gente non sa nulla delle “querele temerarie” con cui spesso si prova a tagliare le gambe ai giornalisti, e fermo restando che di Travaglio si è liberi di apprezzare o meno lo stile, i fatti sono fatti: la Cassazione chiuse il caso Satyricon a favore di Marco Travaglio. I 10 milioni di Euro richiesti da Berlusconi al condirettore del Fatto quotidiano per diffamazione non sono mai stati risarciti. Anzi. «Il Tribunale di Roma respinge la domanda, affermando che ‘le riferite affermazioni del Travaglio sono da ritenersi esercizio di legittima critica politica’, in quanto ancorate ‘a fatti di sicuro interesse per l’opinione pubblica

Il signor Alfredo glissa. «Avete sentito quant’è buona questa coppa? Se ci portassero il pane però…»


Incorro in continuazione in episodi di questo tipo. Giovani e diversamente giovani: una débâcle. Informazioni raffazzonate, idee preconcette, mancanza della benché minima educazione all’uso del digitale, al confronto delle fonti, per non parlare dell’incapacità, il più delle volte, di capire una frase che superi la riga di testo e/o contenga parole italiane non utilizzate dai social, cioè praticamente la gran parte del nostro dizionario. Per chi non vive in ambiti specifici o nicchie protette, l’esperienza del mondo reale può essere desolante.

Nel suo romanzo Il viaggio d’inverno (Voland, 2010, trad. a cura di Monica Capuani), Amélie Nothomb dedica una pagina fulminante alla «mediocrità». La lista dei «caduti non compare da nessuna parte», afferma la scrittrice belga, al punto che noi stessi non possiamo sapere se vi sia anche il nostro nome. Ma è il godere della mediocrità altrui «il culmine della mediocrità», precisa.

In effetti.

E credo che questa sia una di quelle situazioni in cui ciascuno di noi si è trovato, nella migliore delle ipotesi, almeno una volta nella vita: il pettegolezzo avvelenato degli infelici che gioiscono dell’infelicità altrui. Il che, nella mia esperienza, è certamente più diffuso tra i diversamente giovani. Ma attenzione! Soltanto per una mera questione anagrafica. I giovani hanno meno esperienze, meno vita alle spalle, più distrazioni.

Si può vivere tra gli infelici senza diventare altrettanto infelici?

Mi viene in mente la fiaba del Brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen. Pare che lo scrittore danese l’avesse scritta per sé, per darsi una speranza. E alla fine l’happy end arriva: cigno tra i cigni, finalmente l’anatroccolo trova i suoi simili. Ma come ci arriva? Ci arriva attraverso un percorso difficile, di grande sofferenza. Quando, estenuato, sta per rinunciare alla sua stessa vita, ecco il colpo di teatro: Andersen lo conduce in un giardino e in mezzo al lago…

Con gli infelici non è opportuno parlarne, pena il mal di stomaco e una notte insonne, ma la fiaba del Brutto anatroccolo vive per me, in modo metaforico, anche nell’attualità politica dell’impresa della Global Sumud Flotilla*. Diversi per provenienza geografica, età, cultura, opinioni, alcuni “cigni” si sono riconosciuti e veleggiano verso una terra e un popolo martoriati. Hanno messo da parte la loro comfort zone per portare aiuto a chi muore nell’indifferenza dei governi e di tanti pavidi mediocri. Altri “cigni” li sostengono da casa, dalle rispettive nazioni. Boicottano, manifestano, chiedono conto ai governanti.

Scrisse Carl Gustav Jung:

«Se le cose grandi vanno male, è solo perché i singoli individui vanno male […]. È fin troppo chiaro che se il singolo non è realmente rinnovato nello spirito, neppure la società può rinnovarsi, poiché essa consiste nella somma degli individui.»

*Apprendo ora che la notte scorsa (8 settembre) uno dei velieri della Global Sumud Flotilla è stato attaccato da un drone in acque tunisine. Il balletto delle smentite è già cominciato, ma i filmati sono eloquenti.

Cover: https://english.palinfo.com/news/2025/09/06/347174/

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